Mercatino biologico. A cura di progetto Aires
Ogni sabato di maggio con i produttori aderenti al Progetto Aires
| Cosa |
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| Quando |
14/05/2011 da 09:00 al 02:00 |
| Dove | Napoli - Piazza L. Miraglia |
| Recapito telefonico per contatti | 3483396161 |
| Aggiungi l'evento al calendario |
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L'agricoltura biologica è un metodo di
produzione definito dal punto di vista legislativo a livello comunitario
con un regolamento, il Regolamento CEE 2092/91, e a livello nazionale
con il D.M. 220/95.
Il termine "agricoltura biologica" indica un
metodo di coltivazione e di allevamento che ammette solo l'impiego di
sostanze naturali, presenti cioè in natura, escludendo l'utilizzo di
sostanze di sintesi chimica (concimi, diserbanti, insetticidi).
Agricoltura
biologica significa sviluppare un modello di produzione che eviti lo
sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, in particolare del suolo,
dell'acqua e dell'aria, utilizzando invece tali risorse all’interno di
un modello di sviluppo che possa durare nel tempo.
Per salvaguardare
la fertilità naturale di un terreno gli agricoltori biologici
utilizzano materiale organico e, ricorrendo ad appropriate tecniche
agricole, non lo sfruttano in modo intensivo.
Per quanto riguarda i
sistemi di allevamento, si pone la massima attenzione al benessere degli
animali, che si nutrono di erba e foraggio biologico e non assumono
antibiotici, ormoni o altre sostanze che stimolino artificialmente la
crescita e la produzione di latte. Inoltre, nelle aziende agricole
devono esserci ampi spazi perché gli animali possano muoversi e
pascolare liberamente.
Le coltivazioni
In agricoltura biologica non si
utilizzano sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti,
anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere). Alla difesa delle
colture si provvede innanzitutto in via preventiva, selezionando specie
resistenti alle malattie e intervenendo con tecniche di coltivazione
appropriate, come, per esempio:
la rotazione delle colture: non
coltivando consecutivamente sullo stesso terreno la stessa pianta, da un
lato si ostacola l'ambientarsi dei parassiti e dall'altro si sfruttano
in modo più razionale e meno intensivo le sostanze nutrienti del
terreno;
la piantumazione di siepi ed alberi che, oltre a ricreare il
paesaggio, danno ospitalità ai predatori naturali dei parassiti e
fungono da barriera fisica a possibili inquinamenti esterni;
la consociazione: coltivando in parallelo piante sgradite l'una ai parassiti dell'altra.
In
agricoltura biologica si usano fertilizzanti naturali come il letame
opportunamente compostato ed altre sostanze organiche compostate
(sfalci, ecc.) e sovesci, cioè incorporazioni nel terreno di piante
appositamente seminate, come trifoglio o senape.
In caso di
necessità, per la difesa delle colture si interviene con sostanze
naturali vegetali, animali o minerali: estratti di piante, insetti utili
che predano i parassiti, farina di roccia o minerali naturali per
correggere struttura e caratteristiche chimiche del terreno e per
difendere le coltivazioni dalle crittogame.
Il ricorso a tecniche di
coltivazione biologiche ricostruisce l’equilibrio nelle aziende
agricole; qualora, comunque, si rendesse necessario intervenire per la
difesa delle coltivazioni da parassiti e altre avversità, l’agricoltore
può fare ricorso esclusivamente alle sostanze di origine naturale
espressamente autorizzate e dettagliate dal Regolamento europeo (con il
criterio della cosiddetta “lista positiva”).

